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Esami sanitari strumentali per immagini

Sezione dedicata specificamente a domande e risposte sulla medicina e la salute

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Esami sanitari strumentali per immagini

Messaggio da leggereda Sebastian » lunedì 29 agosto 2016, 22:08

Ho notato che tutte le strutture mediche quando svolgono esami tipo ecografie, radiografie, risonanze, scintigrafie, ecc. (noti con l'appellativo globale di diagnostica per immagini) rilasciano al paziente oltre al referto anche delle immagini ad esso allegate che mostrano la situazione che è stata rilevata durante la visita stessa svolta dallo specialista.

Tuttavia la quasi totalità delle strutture sanitarie specialistiche o ospedali sia private che pubbliche non rilascia alcuna immagine fotografica ad accompagnare il referto scritto quando il paziente affronta esami all'intestino o allo stomaco quando viene fatta la esofagogastroduodenoscopia o la colonscopia .

La loro presenza aiuterebbe a valutare meglio e più facilmente lo stato medico del paziente. Anche nelle visite successive la loro presenza sarebbe di grande aiuto per fare dei confronti e verificare l'evoluzione cronologica, in meglio o in peggio della malattia che affligge un dato individuo.

Mi chiedo il perché di questa incoerenza operativa: perché per certi esami si rilasciano anche referti fotografici e per altri no? Non sarebbe più logico che anche nelle endoscopie (e non solo) il referto testuale scritto dallo specialista sia accompagnato dalle relative immagini esattamente come nelle ecografie, risonanze, ecc.?

Quindi perché non fare uno standard obbligatorio per legge quello dell'inserimento in tutti gli esami strumentali che lo permettano di fotografie o immagini della situazione diagnosticata cosi da facilitare la diagnosi della situazione contingente nonché il confronto tra 2 o più esami successivi che rappresentano l'evoluzione temporale della malattia.

Inoltre in considerazione della diffusione di pen drive e altri dispositivi mobili di memorizzazione e della loro facilità di trasporto perché invece di dare i referti cartacei ai pazienti non si da loro una pen-drive criptata (accessibile a medico e a paziente) contenente tutti i dati sanitari, esami e visite della loro vita sanitaria in modo da evitare l'utilizzo di carta?
Ovviamente una copia di tali dati sanitari potrebbe essere messa loro a disposizione e caricata dalle varie strutture in unico server centralizzato a livello nazionale.

Tale sistema dovrebbe essere accessibile sia al medico che al paziente solo tramite metodi di autenticazione sicuri, ad esempio con le credenziali presenti in una chiave hardware (la tessera sanitaria del paziente potrebbe essere usata come tale, oltre che potrebbe costituire anche l'unità di memoria in cui salvare i dati che lo stesso paziente o medico di famiglia o specialista può consultare quando il paziente va a farsi visitare o si ricovera) che ne rendano improbabile la violazione da pirati informatici e che si sincronizzano con i dati della pen drive che ciascuno poi può portare con se e avere a disposizione al bisogno?
Su una pen-drive (o tessera sanitaria con chip di memoria) sarebbe possibile organizzare in un database interno i dati in modo più organico, leggibile ed interpretabile che non sul cartaceo. L'organizzazione coerente ed organica delle informazioni sanitarie scaturenti dalle visite faciliterebbe moltissimo il medico durante la ricostruzione della vita sanitaria del paziente e quindi lo aiuterebbe anche nella formazione dell'esatta diagnosi.
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