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Lavori burletta

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Moderatore: peopleopinion

Lavori burletta

Messaggio da leggereda StopJoking » sabato 28 gennaio 2017, 18:26

Cosa sono i lavori burletta?

Sono tutti quei lavori imposti dal datore di lavoro (statale o aziendale o privato) ai dipendenti che non danno a questi ultimi possibilità di programmarsi la vita e di pensare al futuro. Ad esempio i lavori part time imposti o quelli a tempo determinato o i contratti CO.CO.CO. CO.CO.PRO. e simili. Si veda la legge Biagi ed altre normative simili che hanno creato un'infinità di "contratti atipici" rispetto al serio lavoro dipendente tradizionale dove ti fai le tue 35-40 ore settimanali dignitosamente retribuite.

Tutti questi lavori impedisco ai lavoratori di investire nel proprio futuro. Inoltre, la maggior parte delle volte hanno anche degli svantaggi per i datori di lavoro: infatti un dipendente che deve fare un lavoro ad esempio a tempo determinato 3 - 6 mesi fa appena in tempo ad imparare il mestiere e ad organizzarsi il lavoro a trovare un equilibrio con i suoi colleghi che già perde il lavoro e deve ricominciare tutto da capo in un'altra sede e con un altro mestiere. Il datore di lavoro stesso alla fine si vede privato di quella professionalità che a termine del periodo determinato se ne va altrove portando con se quel know how acquisito con fatica e mal di testa ma a cui non potrà dare un seguito.

Tutti questi lavori sono una vera e propria presa in giro, una vera e propria spina nel fianco del mercato del lavoro che dovrebbero scomparire definitivamente dall'ordinamento normativo mondiale una volta per tutte.

Lavori di tal genere intaccano in modo negativo la società e l'economia in quanto impediscono al lavoratore di avere stabilità nel mondo del lavoro, questa instabilità impedisce al lavoratore di programmare il proprio futuro, la propria vita familiare, l'acquisto di una casa, di un'auto e così via. Questa instabilità fa si che la massa dei lavoratori contraggono i consumi ovvero spendono di meno in quanto hanno sempre la spada di Damocle sulla testa per la perdita del posto di lavoro. Quella stessa spada di Damocle poi si rivolta contro gli imprenditori che, se i lavoratori non possono spendere, gli imprenditori vendono meno. Quindi questi sono costretti a ridurre la produzione, quindi i dipendenti peggiorando la situazione ancora di più fino alla chiusura.

Questo è ciò che accade in una economia capitalistica troppo spinta in cui solo il profitto è tutto, dove le persone sono numeri, meri fattori produttivi. L'economia capitalistica spinta dove la smania di potere e profitto sono gli unici obiettivi che ci si pone nel lungo periodo si rivolta contro i imprenditori e capitalisti stessi. Infatti se gli imprenditori non guadagnano non chiedono neppure l'accensione di nuovi rapporti bancari, prestiti, mutui, così come i lavoratori che non potendo rimborsare i mutui per, ad esempio, l'acquisto della casa non fanno contratti neppure con le banche che falliscono o chiudono.

In altre parole, così come il comunismo prima, anche il capitalismo moderno è destinato a fallire a causa dell'eccessiva smania di guadagni sempre maggiori, proprio a causa di quella avidità portata agli estremi quel genere di economia nel lungo periodo affonderà come una nave silurata, crollerà come un castello di carte.

In altre parole, paradossalmente, più aumentano questi lavori atipici che portano con loro una retribuzione insufficiente, ed insoddisfacente, più la popolazione si troverà impoverita ed in necessità di avere aiuti dallo Stato (ammortizzatori sociali) per far fronte ai bisogni primari di mera sopravvivenza. Maggiori saranno gli ammortizzatori sociali minore saranno le entrate per lo Stato e, quindi, maggiore sarà anche per lo Stato la difficoltà ad erogare gli ammortizzatori sociali; di conseguenza saranno maggiori anche le restrizioni che lo Stato dovrà adottare riducendo l'entità degli ammortizzatori sociali per evitare di fallire, ma inevitabilmente non potrà farne a meno altrimenti la popolazione si impoverirà sempre di più morendo di fame, quindi lo Stato, continuando di questo passo diminuirà la qualità e la quantità dei servizi erogati in generale, ivi compresi quelli culturali.
Stranamente in tutto questo le spese che pare non accennano a diminuire quanto tutte le altre sono le spese per l'acquisto o la produzione di armamenti.

Riusciranno a rendersi conto di questi semplici meccanismi i nostri eroi politici?
Direi di no: ignoranza e avidità sono troppo forti in ogni persona, politici, o imprenditori che siano. Quindi dilapideranno tutto impoverendo l'intera popolazione, l'intero Stato.

C'è scampo a tutto questo?
Naturalmente: impariamo a votare meglio scegliendo come nostri rappresentanti persone che non siano avide e quando ci rendiamo conto che chi abbiamo votato una volta ha caratteristiche inappropriate per fare politica non continuiamo a votarlo imperterriti più e più volte ma facciamo in modo che se ne torni a casa!

Il voto è uno strumento importantissimo: impariamo ad usarlo con maggiore maturità e staremo meglio!
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StopJoking
 

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