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La Fisica dei viaggi del tempo di Stephen Hawking

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La Fisica dei viaggi del tempo di Stephen Hawking

Messaggio da leggereda william » lunedì 13 dicembre 2010, 2:46

E' possibile viaggiare nel tempo passato o futuro?

Il filmato riporta un documentario che spiega, secondo le teorie fantascientifiche avanzate dal noto scienziato Astrofisico cosmologo e matematico inglese Stephen Hawking, quali possano essere i possibili approcci per i viaggi nel tempo, i viaggi a grandi distanze nello spazio ed i limiti imposti dai paradossi e dalla velocità della luce.

L'universo di Stephen Hawking - Viaggi nel tempo

In realtà credo che sia più corretto parlare di viaggi nello spazio-tempo.

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william
 
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Re: La Fisica dei viaggi del tempo

Messaggio da leggereda RomoloRossi » giovedì 18 dicembre 2014, 2:03

Per viaggiare nel tempo serve una tecnologia e una quantità di energia tale da essere in grado di portare ogni singola particella e ogni singolo quanto di energia dell'intero universo nello stesso stato energetico e nello stesso punto dello spazio-tempo in cui si trovava o si troverà nel momento in cui il viaggiatore del tempo vuole recarsi.
Il che rende impossibile il viaggio stesso.
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Re: La Fisica dei viaggi del tempo

Messaggio da leggereda il quinto remo » sabato 14 ottobre 2017, 13:49

RomoloRossi ha scritto:Per viaggiare nel tempo serve una tecnologia e una quantità di energia tale da essere in grado di portare ogni singola particella e ogni singolo quanto di energia dell'intero universo nello stesso stato energetico e nello stesso punto dello spazio-tempo in cui si trovava o si troverà nel momento in cui il viaggiatore del tempo vuole recarsi.
Il che rende impossibile il viaggio stesso.


Anche io penso allo stesso modo.
Non solo: anche l'energia usata per il viaggio nel tempo medesimo dovrebbe subire la stessa sorte. Se così fosse, soprattutto quando si viaggia verso il passato. mi pare equivalga a dire che si viaggi "gratis", almeno verso il passato, cosa di per se stessa paradossale, in quanto si potrebbe viaggiare nel passato tante volte quante si vuole facendo tanti salti quanti si vuole nel passato ritrovando poi la stessa energia come se non fosse mai stata "spesa".
E per fortuna è cosi altrimenti ci ritroveremmo, prima o poi, con orde di persone che vogliono andare indietro a modificare gli eventi del passato, non solo per correggere i propri errori ma anche per modificare la storia a proprio vantaggio conoscendo il futuro o per andare nel passato a giocare al superenalotto ogni volta che il monte premi raggiunge un valore esorbitante... ;)
Ma allora perché si continua a parlare di viaggi nel tempo fatti a commando grazie a tecnologie strabilianti che non potranno mai esistere?
Beh perché il cinema del filone fantascientifico, grazie al nutrito pubblico di appassionati, incassa fior di miliardi, cosa che fa mantenere alta l'attenzione su questo mito irrealizzabile.

Ma perché si dice che più aumenta la gravità più rallenta il tempo?
La risposta a questo quesito non è certo "metafisica", per cosi dire.
Sono convinto che l'effetto dovuto alla gravità in questo contesto non sia un vero e proprio "rallentamento" del tempo. Casomai si tratta di errori di misurazione o meglio la gravità influenza in qualche modo la vibrazione degli atomi che viene misurata e che scandisce i secondi che trascorrono. In altre parole, se si espone ad un aumento della gravità un orologio per esempio esponendolo ad un corpo che ne produce (ad esempio un pianeta, una stella o un buco nero) l'impressione che il tempo rallenti non è dovuto ad un reale rallentamento dello stesso ma semplicemente quello che accade è un rallentamento della vibrazione degli atomi del materiale usato per "scandire i secondi".
Probabilmente avviene qualcosa di simile all'aumento della velocità. Non mi stupirei infatti se in futuro si scoprisse che mettendo un orologio in una ipotetica astronave in grado di viaggiare a velocità luce, il tempo non rallenta ma semplicemente il segnale delle vibrazioni energetiche emesse dall'atomo usato come riferimento per la misurazione, impiega più tempo a raggiungere i sensori di rilevamento in quanto deve percorrere uno spazio maggiore dal momento dell'emissione al momento del rilevamento e quindi impiega più tempo dando l'impressione di un suo rallentamento.
Possiamo quindi dire addio ai paradossi dovuti ai viaggi del tempo come il noto paradosso del nonno...
Ma è chiaro che queste affermazioni sono solo speculazioni, opinioni personali, forse anche dovute alla mia ignoranza in materia, quindi vi invito a prenderle come tali e non come oro colato.
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